Pubblicato il 20 Settembre 2018 Da In Primo piano Con 3413 Letture

Oggi è stata scritta la pagina più nera della caccia in Sicilia.

La decisione del TAR Palermo, sentenza N. 01569/2018 REG.RIC. ci ha lasciato, a dir poco, “PERPLESSI ” che in prima istanza, tramite il giudice monocratico in data 27 agosto c.a., non ha agito, anzi ha fatto rilevare valide motivazioni a non sospendere gli effetti del calendario Venatorio, mentre, in camera di consiglio il giorno 14 Settembre c.a. ha totalmente cambiato le carte in tavola dando un colpo di mannaia al decreto assessoriale.

La sentenza sospendeva alcuni punti del Calendario Venatorio 2018/19 e si restava in attesa di una nuova riformulazione del calendario stesso, infatti, da fonti autorevoli ci giungevano assicurazioni in una rapida rimodulazione e pubblicazione di altro decreto assessoriale, allorché è arrivata una BATOSTA ancora più pesante, leggendo, nel nuovo decreto, la chiusura della caccia al coniglio selvatico.

Il mondo venatorio è stato leso, defraudato nel suo diritto più legittimo, nella caccia più tradizionale ed amata, mai nessuno si sarebbe aspettato tale presa di posizione, il decreto del TAR è andato ben oltre le prescrizioni dell’ISPRA e il Sig. Assessore Sig. E. Bandiera ha scritto, con il decreto correttivo, indubbiamente, la pagina più nera della caccia nella nostra amata isola. Per la maggior parte dei cacciatori siciliani la caccia è finita ancora prima di iniziare, ed oltre la beffa anche il danno economico.

Come associazione non lasceremo nulla di intentato per salvare, ormai, il salvabile.

                                                                                                                                                             Stefano Privitera

DECRETO CAUTELARE CV 2018-2019 N. 757 2018 RIGETTA ISTANZA

TAR PALERMO N. 01569 2018 REG.RIC

D A 83 del 20 settembre 2018

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