Pubblicato il 29 Agosto 2017 Da In Primo piano, Province Con 1932 Letture

Non vi è sordo più sordo di chi non vuole neanche ascoltare.

Nel finire della scorsa settimana fu presentato un ricorso avverso il Calendario Venatorio 2017/18, è stata una doccia fredda, in comitato era scaturita una qualche opposizione da parte degli  ambientalisti, ma tuttavia da parte dell’On.le Assessore Cracolici è stata più volte rimarcata la legittimità del decreto, che in effetti, venne esitato parecchio in ritardo della data del 15/06/2017, periodo ordinatorio di pubblicazione, dando modo agli ambientalisti di provare a giocarci un brutto tiro. Dopo la pubblicazione il C.V. è stato contestato in alcune parti, in modo particolare per quanto riguarda alcune limitazioni per il coniglio selvatico e l’ingresso dei cacciatori extra regionali, e non ultima, ma la più tendenziosa, il problema incendi che, a dire degli ambientalisti, con la pre apertura avrebbe danneggiato ancor più gli animali già “stressati” dal fuoco.

Oggi si scopre che l’operazione incendi è stata portata avanti in tutta Italia chiaramente con scarsi contenuti tecnici e tanti di falsa moralità.

Nondimeno rimaniamo nella nostra isola, i tempi per un intervento erano davvero strettissimi, nonostante ciò un gruppo di associazioni, di fattura regionale, ha difeso il Calendario Venatorio che permetteva a tutti noi di andare a caccia. Ci siamo opposti,  non abbiamo aspettato gli eventi, il rischio era grande, vedersi sfumare una pre apertura legittima e legittimata da un decreto Assessoriale perfettamente conforme. Oggi nel leggere il decreto presidenziale, che si allega a questo scritto, ci rendiamo conto di essere stati lungimiranti e di avere fattivamente e con orgoglio tutelato i diritti del  mondo venatorio isolano.

Ciò nonostante, con grande rammarico, prendo atto degli attacchi, immotivati nella sostanza, al lavoro svolto da talune AA.VV. nel portare a compimento un percorso che ci portava fino all’inizio della stagione venatoria; la sete di un’effimera notorietà o altri squallidi scopi, faceva sì che il nemico colpisse anche dall’interno.

Le Associazioni Nazionali non hanno avuto il tempo ed il modo di muoversi, o pensavano speriamo che me la cavo ? e se non fosse stato così?  mentre altri, magari rischiano di essere condannati dal T.A.R. a spese non indifferenti? E poi, perché inimicarsi gli amici ambientalisti?

Il Dott. Carmelo Alfano con una confederazione non  meglio identificata, smetta di parlare e denigrere l’operato delle altre aa.vv. ! sono i fatti che contano non le parole. Il disfattista non ha mai costruito, ma distrutto.

Da siciliano mi viene voglia di gridare: minchia, cosa sta succedendo in Sicilia?

In ogni caso, da cacciatore, quale sono, mi sento di ringraziare Innanzitutto Il Sindacato Nazionale Cacciatori, le Associazioni che rapidissimamente hanno fatto muro al ricorso ambientalista, ovvero: La Federazione Siciliana Della Caccia, Artemide Caccia, CPA Siciliano, Regno delle due Sicilie, Federazione caccia per le regioni d’Europa e Liberi Cacciatori Siciliani. Chiaramente tutto questo si è realizzato grazie allo Studio legale Di Giunta con la preziosissima collaborazione dell’Avv. Alfio Barbagallo, già legale e membro del Comitato Faunistico Venatorio designato dai Liberi Cacciatori Siciliani.

Non mi resta che spendere una parola ai miei colleghi cacciatori, non delegate la vostra difesa a chiunque, sono finiti i tempi delle incertezze e dei chiacchieroni, ormai sono i fatti che contano, diversamente, si diventa delle pecore mentre i veri cacciatori sono lupi.

Non vi è sordo più sordo di chi non vuole neanche ascoltare.

DECRETO PRESIDENZIALE

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